IdT – Les idées du théâtre


 

Préface

Gli Amorosi inganni

Belando, Vincenzo

Éditeur scientifique : Spanu Fremder, Silvia

Description

Auteur du paratexteBelando, Vincenzo

Auteur de la pièceBelando, Vincenzo

Titre de la pièceGli Amorosi inganni

Titre du paratexteBenigno lettore

Genre du textePréface

Genre de la pièceComédie

Date1609

LangueItalien

ÉditionParis, David Gillio, 1609, in-12°. (Numérisation en cours)

Éditeur scientifiqueSpanu Fremder, Silvia

Nombre de pages5

Adresse source

Fichier TEIhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/tei/Belando-AmorosiInganni-Preface.xml

Fichier HTMLhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/html/Belando-AmorosiInganni-Preface.html

Fichier ODThttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/odt/Belando-AmorosiInganni-Preface.odt

Mise à jour2015-01-29

Mots-clés

Mots-clés français

GenreComédie

SourcesFrancesco Andreini

DramaturgieAbandon des règles aristotéliciennes ; canevas / comédie entièrement dialoguée

Personnage(s)Capitan Spavento

RéceptionAcadémiciens ; doctes ; histoire éditoriale

ExpressionDialectes ; plurilinguisme

Mots-clés italiens

GenereCommedia

FontiFrancesco Andreini

DrammaturgiaAbbandono delle regole aristoteliche ; canovaccio / commedia distesa

Personaggio(i)Capitan Spavento

RicezioneAccademici ; dotti ; storial editoriale

EspressioneDialetti ; plurilinguismo

Mots-clés espagnols

GéneroComedia

FuentesFrancesco Andreini

DramaturgiaAbandono de las reglas aristotélicas ; cañamazo / comedia totalmente dialogada

Personaje(s)Capitan Spavento

RecepciónAcadémicos ; doctos ; historia editorial

ExpresiónDialectos ; plurilingüismo

Présentation

Présentation en français

Vincenzo Belando arriva en France probablement au début du XVIIe siècle. En 1609, il fait publier Les Tromperies amoureuses1, comédie entièrement dialoguée, en trois actes, dédiée à Gabriel de Guénégaud, trésorier du roi, ami et soutien de l’auteur. Dans l’édition de sa pièce, Belando multiplie les textes liminaires : une dédicace, trois poèmes, et une lettre au lecteur. Dans celle-ci, Belando traite en premier lieu les questions liées à la réception de sa pièce. Il y confie tout d’abord sa crainte des critiques que ses Tromperies amoureuses susciteront auprès de ses détracteurs, essentiellement les doctes lettrés et les académiciens italiens. L’auteur se compare même au Tasse, en évoquant la polémique soulevée par la Jérusalem délivrée. Avec cette pièce, Belando propose en effet un nouveau format de comédie, qu’il appelle délassement (« spasso »), qui déroge aux règles de la comédie classique et s’oppose à ce modèle. Dans cette lettre, mais aussi dans le prologue de la pièce, Belando s’exprime en faveur d’une comédie nouvelle, libérée des contraintes et des codes classiques. En particulier, en ce qui concerne la question de la langue, Belando opte pour le plurilinguisme2, qu’il utilise dans le prologue et qui est l’un des éléments du succès des comédies improvisées, écrites et jouées par les comédiens professionnels dell’Arte, et, comme il l’affirme, de la sienne également. Aussi, l’utilisation combinée de différents dialectes et langues – jusqu’à cinq dans les Tromperies amoureuses – parfois déformés dans le but d’accroître l’effet comique recherché, révèle la volonté de l’auteur de se détacher de la tradition en proposant une comédie anti-littéraire, alternative aux codes établis par Bembo. Belando fait ensuite référence à deux modèles dramaturgiques contemporains. Le premier est celui des Rodomontades3 espagnoles publiées pour la première fois en 1607, objet de nombreuses rééditions par la suite. Mais l’auteur précise que contrairement à sa comédie, entièrement rédigée et dialoguée, ces pièces espagnoles sont uniquement esquissées, comme les canevas des comédiens dell’Arte. L’autre source est celle des Bravacheries, ou Rodomontades de Francesco Andreini4 publiées en 1607, où Belando puise le Capitaine des Tromperies amoureuses, dessiné sur l’exemple du célèbre Capitan Spavento créé par Francesco Andreini. Ce dernier, avec sa femme, la célèbre Isabella Andreini, à la tête de la compagnie des Gelosi (les Jaloux), fait partie d’un vivier de comédiens professionnels contemporains de Belando qui ont certainement influencé ses choix dramaturgiques.

Présentation en italien

Vincenzo Belando giunse in Francia probabilmente all’inizio del Seicento. Nel 1609 fece pubblicare Gli Amorosi inganni5, commedia distesa, in tre atti, dedicata a Gabriel de Guénégaud, tesoriere del Re e amico dell’autore. Belando moltiplica i testi liminari : una dedica a Gabriel de Guénégaud, tre poesie e una lettera al lettore. Quest’ultima, si apre sulla questione della ricezione della commedia. Sin da subito, Belando confessa la propria inquietudine nei confronti delle critiche che Gli Amorosi inganni susciteranno presso detrattori, dotti, e accademici  italiani, comparandosi poi persino al Tasso nell’evocare il dibattito polemico legato alla Gerusalemme liberata. L’autore vede nella propria commedia uno « spasso » alternativo alla commedia classica e alle sue regole. In questa lettera, ma anche nel prologo, Belando distilla la propria dichiarazione di poetica esprimendosi in favore di una drammaturgia libera dai codici classici, in primis per quanto riguarda la questione linguistica. La scelta del pluringuismo6, utilizzato in questo prologo, è uno degli elementi caratteristici e la ragione del successo della commedia improvvisata dai comici dell’Arte e, come afferma l’autore stesso, anche della propria commedia. L’accostamento di diverse lingue e diversi dialetti – cinque – volutamente deformati per ottenere un effetto comico maggiore, rivela d’altro canto la volontà dell’autore di proporre un modello antiletterario opposto a quella di matrice bembiana. Dalla lettera si evince poi il chiaro riferimento a due composizioni contemporanee. Le prime sono le Rodomontate spagnole7 edite per la prima volta nel 1607, poi oggetto di numerose edizioni successive. Pur traendone spunto, Belando se ne discosta nel contempo, optando per un format testuale diverso, quello della commedia distesa, contro le « semplici » ossature di cui si compongono questi testi. Belando evoca poi le Bravure o Rodomontate di Francesco Andreini8, pubblicate sempre nel 1607, nelle quali Belando trova lo spunto per il personaggio del Capitano degli Amorosi inganni, concepito sull’esempio del celebre Capitan Spavento dell’Andreini. Quest’ultimo, insieme a sua moglie, Isabella Andreini, a capo della compagnia dei Gelosi, fa parte di un vivaio di comici professionisti contemporanei di Belando, che ne influenzarono senz’altro le scelte drammaturgiche.    

Texte

Benigno Lettore

{NP9} Io ho composto questa commedia, o piuttosto spasso, in questi miei miseri ultimi anni e torbidi tempi. Io non voleva porla in luce per causa, che non cade – come gli è vero – sotto regola9, e questa è la cagione che m’assicura delle punture delle lingue maldicenti, come anco ch’io non leggerò, né udirò, tante colonie di detrattori accademici come n’è piena l’Italia, sì come ha fatto quella dell’onorata e dotta Accademia della Crusca contro la Gerusalemme liberata del signor Torquato Tasso. Io non darò tanta fatica di speculare ai dotti che trovano (io dico ai sofisti) da contrastare su gli uovi freschi10 e sugli scudi traboccanti di ventitré carati11. Questa sola cagione, dico, {NP 10} m’ha fatto scudo di lasciarla sdrucciolare nelle mani degli uomini12. S’ella non parlerà fiorentino, almeno parlerà mezzo toscano ; se lo Zanne non parlerà tutto bergamasco parlerà mezzo lombardo, ma più intelligibile; il Magnifico parlerà all’antica veneziana e non come si scortica al presente a Vinegia ; lo spagnuolo favellerà castigliano più che potrà ; il siciliano, ch’è la mia lingua materna, spiegherà i suoi concetti più chiari che sia possibile, ancor ch’io sia stato quarantaquattro anni fuor della patria. Mi si deve dunque pardonnare, s’io non vi dessi la commedia (se però tal si può chiamare) limata e tersa, raccordandovi13 ch’io non son mai stato alla scuola, ma a mala pena a conoscere le sillabe; però s’avete a ridere della mia sciocchezza14, non ridete a bocca {NP 11} sgangherata15, ma come ridono le fanciulle quando si dà lor nuova di maritarle, cioè con un riso cachino16, e dite in voce sommessa : « Cataldo è un bue », ed io con un gran mercè dirò ch’avete indovinato, vi bacio le mani.

Di più t’avviso, candido lettore, che molti mesi sono, son venute in luce alcune rodomontate17 spagnuole, non solo qui ma quasi per tutta la Francia vendute poco accortamente da colui (perdonimi Sua Signoria) che le diceva e recitava sopra la scena, le quali hanno forse avvilite quelle che il vostro Cataldo vi fa leggere nella sua commedia degl’Inganni amorosi ; ché in vero l’uomo si può apporre18 alle cose altrui non avendole vedute, lette, né udite, e poi con testimoni di savie e degne persone, sanno che la mia commedia è principiata l’anno del{NP 12}’93 da scherzo, e finita da vero, e perché non si dice cosa che pria non sia stata detta, non solo nelle parole, ma nell’istesse sentenze, son degno di scusa; ben è vero che le mie rodomontate sono in filo seguito19, e l’altre sono tronche e a guisa d’ossa senza carne20. Mi scuso anco che in cinque lingue, cioè la buona toscana, la spagnuola, la siciliana, la bergamasca e la veneziana, non si può non solamente esser perito21 in tutte, ma perfetto in una sola; ho ben scelto i più chiari vocaboli che mi son parsi più intelligibili, massimamente nelle tre, non v’essendo regola ch’io sappia. Però la goderai qual ella sia, accettando l’affezion mia, che meglio avria22 fatto s’io avessi saputo. Dio feliciti gli anni tuoi. Non mancherò anco d’avvertirti che l’anno passato son sta{NP 13}te poste in luce le Bravure o Rodomontate del signor Francesco Andreini comico Geloso, detto il Capitan Spavento da Vall’Inferna23, marito della non mai abbastanza lodata Signora Isabella comica Gelosa ed Accademica Intenta24, morta a Lione quatr’anni sono25, vero onore della comica eloquenza, mia singolarissima ed antica padrona26. Ho letto infine tutte le sue bravure e trovo che in qualche luogo io m’ho apposto, ma con un’altra testura, come tu potrai vedere nell’opera sua, ch’a mala pena giunta in Francia gli hanno dato di becco, e tradottola in lingua francese, cioè francese e italiana, ma non più che sei ragionamenti. Bacioti le mani.